venerdì 14 ottobre 2011










iddu

Io a Ginostra ci sono arrivata con mille ansie un anno fa,

la pancia mi diceva delle cose che la testa interpretava in senso errato.

La testa mi accusava di sentire

di sentirmi viva

e di sentire questa vita rimescolarmi e allontanarmi dalla mia vita apparente.

E’ come un colpo di fulmine

quello che mi è accaduto in quella parte selvatica

di un'isola

che è un vulcano in attività.

Sono arrivata guardandolo con sospetto, temendolo.

Lui era una presenza

una specie di semidio

una potenza virile e al contempo femminile, generava continuamente nuova vita:

la natura nella sua massima espressione.

Iddu, lo chiamano gli isolani.

Il suo tuono che echeggiava di tanto in tanto

era un richiamo fortissimo, un urlo profondo.

La casa che mi ospitava aveva porte e finestre sempre aperte

di giorno

di notte

se c'eravamo o se non c'eravamo

la casa era aperta.

Sentivo le persone che parlavano nelle altre case

tutti sanno tutto là, e non c'è nulla di male

risuonava il raglio dell'asino dalla campagna

spesso veniva ad annusarci un cane

aspettava vicino all'ingresso del patio il nostro permesso ad entrare.

L'alba era annunciata dal gallo, come nelle migliori tradizioni.

Non avevo mai dormito in maniera così libera

neanche in tenda, neanche in barca.

Il breve viale sterrato che si staccava dalla strada selciata

costeggiava una casa rosa abbandonata prima di arrivare alla nostra.

L'assenza di luce elettrica (solo una lampadina, in cucina, una presa di corrente e un frigo)

e la mancanza di comodità

ti costringevano a ritornare ad un contatto reale con la natura

con i suoi cicli, con i suoi silenzi, i suoi odori, con la sua luce e le sue stelle a perdita d'occhio

ti riappropriavi del gusto di rispettarla, di curarla di amarla.

Sapevo che era una condizione privilegiata

quella di poter vivere quella esperienza

sapevo che sarei tornata alla mia vita di sempre.

Come mi illudevo facilmente, da lì a pochi giorni non ci sarebbe stata più neanche quella.

Però non mi esce da dentro

la completezza che ho sentito in questo posto magico

è come se avesse fatto l'amore con me

e mi avesse attraversata dal corpo fino all'anima

e si fosse mescolato con me per sempre.

1 commento:

  1. Alcuni luoghi ci lasciano il segno e noi a loro. Come le persone. La finestra resta spalancata in questa sera presagio d'inverno.

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