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sabato 14 aprile 2012

Non chiedeteci la parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale

martedì 13 dicembre 2011

Elogio dei piedi


Perchè reggono l'intero peso

Perchè sanno tenersi su appoggi e appigli minimi

Perchè sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare

Perchè portano via

Perchè sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta

Perchè sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali

Perchè scalzi sono belli

Perchè sanno piantarsi in mezzo alla strada come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica

Perchè sanno giocare con la palla e sanno nuotare

Perchè per qualche popolo pratico erano un'unità di misura

Perchè quelli di donna facevano friggere i versi di Puskin

Perchè gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante

Perchè sanno pregare dondolandosi davanti ad un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio

Perchè mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo

Perchè sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella

Perchè non sanno annusare e non impugnano armi

Perchè sono stati crocifissi

Perchè anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio

Perchè come le capre amano il sale

Perchè non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.


da Altre prove di risposta di Erri de Luca, Napoli 2008


sabato 15 ottobre 2011

Volti

Chi ha steso braccia al largo
battendo le pinne dei piedi
gli occhi assorti nel buio del respiro,
chi si è immerso nel fondo di pupilla
di una cernia intanata
dimenticando l'aria, chi ha legato
all'albero una tela e ha combinato
la rotta e la deriva, chi ha remato
in piedi a legni lunghi: questi sanno
che le acque hanno volti.
E sopra i volti affiorano
burrasche, bonacce, correnti
e il salto dei pesci che sognano il volo.

Erri De Luca

giovedì 13 ottobre 2011

Vita

Nata d'ottobre
Nata d'autunno
su un letto di foglie stanche,
morte.
Adoro gli alberi e l'autunno e te che manchi da impazzire
vorrei gridarlo al mondo
invece come le foglie
morire.

lunedì 10 ottobre 2011

Incamminiamoci con Poesia
 
 L'albero e il cielo

Un albero vaga nella pioggia,
ci passa in fretta davanti nel grigio scrosciante.
Ha un affare da sbrigare.

Prende vita dalla pioggia
come un merlo in un frutteto.

Appena smette di piovere
l'albero si ferma.
S'intravede dritto e fermo nelle notti chiare,
come noi in attesa dell'istante
in cui fiocchi di neve si rovesciano nello spazio.

Tomas Transtromer 
Premio Nobel per la Letteratura 2011

Che la poesia, gli alberi camminanti e i merli siano di buon auspicio per un lungo viaggio insieme. Claudia


Il viaggio 
di Charles Baudelaire
 
Ma può dirsi un viaggiatore
solo chi parte per partire: lieve
ha il cuore e la somiglianza del pallone,
non si allontana mai dal suo destino,
senza saper perché dice: partiamo!