domenica 28 ottobre 2012

CraCraaaaa!!

Carissimi Merli, come ben sapete ieri si è concluso il Laboratorio di Maschere di Halloween di Cartapesta.
Tredici bambini del corso su sedici sono riusciti a partecipare alla festa finale, portando fratelli sorelle e genitori. L'arrivo di ognuno è stato accolto da mostri multiformi e multicolori che presto vedrete sul blog dedicato a questo e ai futuri eventi legati alla creatività.
La mia maschera, che era dedicata al Merlo è piaciuta ad una piccola amica di nome Bianca..che con il merlo nero mi sembrava proprio una combinazione perfetta. Adesso è sua..il Merlo vola.
La mia più cara amica, tal Aquila Brasilera, mi ha dedicato una storia molto poetica al termine del laboratorio al quale ha partecipato attivamente, offrendomi punti di riflessione, sorrisi e commozione.
Vi annuncio che la merla iaia, dopo aver smesso per un po' di gracchiare, è partita alla volta del carnevale di Rio con Aquila Brasilera, con l'intenzione di liberarsi di un po' di piume nere e di rinnovare il guardaroba aggiungendo piumaggi vivaci, regalati da amici pennuti. Presto avrete notizie aggiornate e "report di viaggio"!
Vi abbraccio tutti forte e spero di incontrarvi lì, per sbattere un po' d'ali insieme ad un ritmo allegro e divertente...






mercoledì 24 ottobre 2012

qualcuno volò sul nido del merlo

Cari Merli,

la migrazione su Roma s'ha da rimandare. Per vedersi subito, nel breve insomma, ho pensato potremmo partecipare gracchianti alla cena del social che si terrà il 10 novembre prossimo sulle colline bolognesi. L'evento prevede la possibilità di fermarsi a dormire tutti assieme come scolaresche o...come uno stormo di merli. Avete presente il pulmino, gracchiante anche lì, che volevamo dirottare su Noto? Ecco. Una cosa così. Requisito per la partecipazione alla cena è l'iscrizione a social4web ( Signora Merla Giusy....).
Che ne pensate?

giovedì 27 settembre 2012

La letteratura di viaggio approda a Roma

Ciao cari Merli,
vi segnalo una interessante iniziativa che si svolgerà a Roma da domani pomeriggio.
festivaletteraturadiviaggio

Appena ne ho letto notizia sul portale di exibart vi ho ovviamente pensato. Vita, puoi girare la cosa su S4W, se credi!

E' tanto che viaggio con la fantasia attraverso la lettura e la scrittura. Ogni volta che provo l'ebbrezza della scalata di pagina, il crinale raggiunto quando puoi guardare oltre l'orizzonte temporaneo che sfogli piano e superi cambiando sempre più la prospettiva, so che sto entrando in una dimensione profonda e vasta in cui sono guidata da una mano esperta, è vero, ma posso spaziare in un luogo che creo con la mia immaginazione.

In questo periodo, però, mi sto attrezzando per trasformare questo viaggio etereo in qualcosa di molto fisico, di portare la fantasia mia e di alcuni miei piccoli amici verso la materia, seguendo le mie corde e dando voce alle mie capacità ed inclinazioni. 

Spero di farvi partecipi del mio progetto, se sarete interessati, e mi auguro di avere suggestioni da voi che siete i più fantasiosi e colorati bipedi dotati di ali possenti che io conosca...anche se la vostra voce gracchiante qui non si ode più. 

A presto iaia


domenica 2 settembre 2012

due sturnide a Bologna

Il merlo indiano è un animale sociale: se non avete molto tempo da dedicargli dovete trovargli un compagno.
Così Gigi e Giuseppe ieri sera si sono prodigati per la compagnia tra la sturnida sottoscritta e la sturnida Giusy.
Bellissima serata!
Non ve lo dico, sturnidi assenti, mi hanno presa in giro tutto il tempo perché non sono riuscita a trattenere un 'accidenti'! Giuseppe poi ha infierito sul mio scialle, e sì che abbiamo bevuto una spuma degli anni '30, ma arrivare a dire che sono un personaggio da romanzo d'appendice di fine ottocento...non può essere Uccelli di rovo, vero? Ossignore!
 
 
 

giovedì 23 agosto 2012

lunedì 20 agosto 2012

Social4Web



Va bene. Oggi Monica mi ha fatto intendere che è necessaria una spiegazione riguardo questo continuo riferimento a Social4Web. È un social network, l'avrete capito. Come ce ne sono, come il più diffuso a cui, lo ammetto, stavo per cedere solo se non avessi avuto modo di contattare Mariapia con il suo bellissimo libro La Vita Accanto. Dopo ancora per qualche tempo ho potuto proseguire con il blog letturedivita, ché gli altri autori trovavo il modo di contattarli. Ma, a parte ciò, non va bene sottrarsi all'amicizia. Neppure va bene, credo, che la scelta di una vita schiva debba poi necessariamente equivalere a schivare la vita. Chi ha ideato Social4Web è un caro amico che, a me pareva per gioco poi invece ho scoperto essere cosa davvero seria, me ne ha conferito la carica di responsabile cultura. È stata una itinerante lettrice e utente di Social4Web a commentare con una parola forte mutevole ( corrispondente di Accidenti! ) il ruolo. Come per il gruppo di lettura, nato quattro anni fa, non avevo inteso la portata. Perché mi appassiono, tutto qui. Son capace di perderci le notti. Sarà per questo che mi ha dato la carica il mio amico? Perché non dormo? Forse. E in cosa consiste il ruolo? vi starete chiedendo e anch'io me lo sono chiesto all'inizio e spesso ancora adesso. A tratti mi sono spaventata. Poi è venuto da solo il senso: semplicemente doverci essere per meglio esserci. Almeno per sé. Per gli altri lascio che dicano la loro. 

Modica sofferenza...

Alle 20.42 del 17 agosto 2012 un sms irrompe sui telefoni dei merli.

"Finalmente a Modica, seduto all'osteria dei Sapori Perduti. Vi voglio tanto bene. Mi raggiungete per un piatto?"
Da merlo Mauro.

La merlina Vita ha risposto laconica 'Sto piangendo...'

Si attende ora ampio reportage dal merlo Mauro.

embarco con destino bolonia


Sei arrivata tardi, curandera madrilena. In ritardo di circa vent'anni. Però l'annuncio mi arriva dolce, quasi fosse solo per me, nonostante la fila di vacanzieri , bolognesi che riconoscerei ovunque, stereotipati come pochi, Audi, Spagna e Happy Hour, non si siedono in terra e non mangiano in strada. Qualcuno lo riconosco davvero, qualche professionista visitato nelle mie incursioni librarie, e sono a Madrid. Io, curandera raffinata, non sono arrivata tardi. Ma sono sfinita da tre giorni di camminate e, senza stereotipi appresi, o solo alcuni, ma quali? mi siedo contro una colonna e aspetto senza ansia da prima fila, ché tanto tutti si sale, ché tanto tutti arriveremo a Bologna nel caso che.
Appena atterrata ho notato una schiera di tassisti che assale il turista avventore. Va bene, facciamola girare l'economia spagnola, sono pure in difficoltà, che ne sai che non ricambino il favore vista la nostra situazione? Epperò non doveva, no. Va bene l'assalto a rubarti a un altro collega, va bene superare la fila non fila come in uno slalom, ma di ridermi in faccia il quattro a uno Spagna Italia, no. Non m'importa neppure di calcio da quando il mio Lecce s'è fatto beccare in combine, vedi a volte la comunicazione? Lo dico sempre io che le parole sono importanti e che possono essere fiori o pietre. Pietre. No, grazie. La metro è così comoda, poi mi ha sempre divertito l'intreccio di colori sulla cartina, e arriva fino in aeroporto con appena tre euro di supplemento contro i trenta del tassista del quattro a uno. E che soddisfazione, dopo un pomeriggio di scorribande metropolitane, rispondere ad una ragazza che sì, sei sul binario giusto, verso Arganda del Rey. Chi diamine era costui? O costei? Che si permette di dire italiani maleducati solo perché ho preso una telefonata mentre le chiedo il supplemento di cui sopra? Lo sguardo paziente, il mio, le sta dicendo che no, non sono maleducata, ho persino la suoneria bassissima per non disturbare chi mi affianca. Lei non capisce, italiani maleducati ripete mentre nel mio orecchio una frase arriva come un tuono d'estate. Donde estas Nazario? Come donde estàs? Ve l'ho lasciato, accidenti! L'ho portato personalmente di persona per non perderlo. Donde estàs? Italiani maleducati! Va bene, è arrivato il momento, Barbara lo dice sempre che è liberatorio. Grida Vita, grida forte. Hanno perso mio figlio! La costei di cui sopra ammutolisce, non se l'aspettava, temo, da una vita piccola un urlo in biblioteca. No che non ero in biblioteca, si dice così quando squarcia il silenzio e anche l'attesa sofferente del nulla che accade della Guardia Civil. Sono in tre, fanno presto a chiudermi in cerchio. Che pasa aqui? Nazario esta aqui! Ecco. Appunto. Non grido più, lo giuro, l'hanno trovato. Non passa nessuno, davvero, ma da dove passo ora per uscire da 'sto cerchio armato? Le pistole mi fanno pure impressione, dov'è Fausto, il mio capo? Due sono grandi e cattivissimi, quello in mezzo mi dà dell'incapace amorevolmente. Non intiende dice verso i cattivi e cerca la mia approvazione. No, non intiendo. Ma sono capace di gridare, Barbara ne sarebbe fiera. Non piango lì, è sconveniente per un giaguaro maestoso. Che pasa aqui? Passa un treno, me lo lasciate prendere por favor? Sul treno qualcuno ha vomitato, almeno le lacrime non sporcano, per le donne poi sono un ottimo struccante per occhi. Penso che ho voglia di stendermi in un prato a respirare. E se mi danno ancora dell'incapace? Il Prado, va bene. Meglio, o forse no con Saturno in bella mostra che si mangia un figlio. Donde estàs Picasso? Non è aqui. È mai possibile che in Spagna le persone non siano mai dove debbano essere? È al centro de arte Reina Sofia. Guarda, Pablo, sto arrivando, dì a Guernica di mettersi in tiro. Tiro lungo ancora un giorno, ancora dieci corse della metro a dodici euro, mi dispiace signor tassista. Me ne avanzano due di corse prima di rituffarmi in aeroporto. L'ho scelta la mia preda sensoriale. Signora glielo regalo, dico porgendole le dieci corse avanzate due. Non intiendo risponde. Ossignore! Che strano popolo, si perde e non capisce, stereotipato peggio dei bolognesi. Dos vajas per te, dico. Regalo? Mi chiede e s'illumina. Sì, regalo, te lo regalo. Como se dice gracias en italiano? Gracias, rispondo.
Embarco con destino Bolonia. Fa l'annunciatrice a intervalli ripetuti. Sì, proprio un destino Bologna, la mia Bologna. Ma era vent'anni fa, curandera madrilena. Tre giorni prima l'annunciatrice aveva detto solo: imbarco con destinazione Madrid. C'è una bella differenza.

Che pasa aqui?
Non intiendo.




domenica 19 agosto 2012

E-state con i Libri


1° Concorso Fotografico E-state con i Libri 2012
Social4Web, in collaborazione con il gruppo Itinerari di lettura, indice il primo concorso di
E-state con i libri, libri e fotografie della vostra estate.
Per partecipare basta iscriversi a Social4Web e caricare nella pagina ufficiale del concorso la vostra fotografia.
La fotografia non deve necessariamente ritrarvi con il libro citato, ma la citazione è il titolo della vostra immagine.
Il concorso decorre da sabato 18 agosto 2012 e scade il 21 settembre 2012, fine dell'estate.
La fotografia vincitrice e la menzione speciale saranno pubblicate nella sezione annunci di Social4Web il 30 settembre 2012.
Il vincitore riceverà una fornitura di tre libri.
Per ulteriori notizie sulle modalità di partecipazione al Concorso clicca qui

sabato 23 giugno 2012

la mappatella di Vita




La Scuola modicana aveva richiesto ai partecipanti la mappa dell'anima all'arrivo. La classe degli scrittori tralasciò la richiesta, dedicandosi completamente all'altra richiesta, descrivere il viaggio peggiore. I carnettisti portarono ognuno la propria mappa. Mi colpì che la gran parte di loro l'avesse rappresentata come un'isola. Un'isola florida, difficilissima da raggiungere, nell'oceano sperduto, con scale senza fine o ponti sospesi nel niente. Ci pensai alla mia mappa dell'anima, a quale poteva essere. Me l'ero immaginata stellare. Al centro Cassiopea, le gentile Signora in posizione scomoda da quando gli dei l'avevano sbattuta nel cielo come ammonimento per gli uomini. La vanità non conviene! Appunto, sono cauta. Ma Cassiopea è una grande M capovolta ed è composta da tredici stelle. Come dire? Dimmi come ti chiami e da quale famiglia provieni e ti dirò che costellazione sei. Poi nella mappa avrei aggiunto sicuramente due Soli, quei figli che bruciano come un giorno d'estate e che pure aspetti; una Luna, argentea che avvolge tutti gli umori; una Terra di relazioni da cui trarre nutrimento. Eccolo il Mondo perfetto. Capitò una sera d'agosto del 2002. Seduta in terra, qualcuno all'improvviso deve aver lasciato aprire un fazzoletto di stelle su questo Mondo, sul mio Mondo. Mi prese un vuoto allo stomaco, una paura formidabile, un desiderio improvviso, le sentivo in pancia quelle stelle cadute. Sarà nata lì l'idea della mappa stellare, o della mappatella, quell'involto che era il pasto di contadini o di gitanti. Ed io contadina e gitante certo lo sono. E dei sentimenti ancora mi nutro. Sono tutti in pancia, eccoli. Un figlio, un amore, un lutto, una delusione, un'attesa, un rimprovero, una gioia, una soddisfazione. Si finisce sempre per non mangiare. E' quando le stelline puntute, rovesciate, prendono spazio nello stomaco.



mercoledì 16 maggio 2012

Ttino Passulino



Vieni! gli aveva detto la tartaruga. Ti faccio vedere com'è divertente. Sono grandi ma davanti al mio guscio non possono fare niente.
Il mio guscio non è ancora duro come il tuo, rispose il piccolino, ignaro che lui il guscio non lo avrebbe mai neppure avuto. Ma curioso com'era la seguì.
Si avvicinarono ad una tana mai vista da dove sbucarono due grosse figure che la compagna impertinente spiegò essere due cani. Poi sbucò anche un'altra figura, su due zampe. La tartaruga non sapeva bene di che animale si trattasse ma sicuramente doveva essere la madre degli animali, disse. Il piccolino restò nascosto a guardare. La tartaruga con la corazza spavalda attraversò la veranda e si posizionò sotto il muso dei due cani, ben rintanata nel guscio. I cani la annusarono un po', poi si allontanarono sconsolati e perdenti.
Max! Hope! vi siete di nuovo fatti burlare da una tartaruga? doveva essere la madre.

CC, davvero non vuoi venire a pranzo? stiamo insieme per Pasqua...le chiese salutandola.
Grazie, BB, ci sono i bobulotti...ti chiamo nel caso, va bene?
Va bene...
Lo sapeva che tanto non la chiamava. CC faceva così. BB le diede un bacio e poi via dal contadino a scegliere il coniglio per il pranzo pasquale. Quando si trovò davanti ai conigli non ebbe cuore di sceglierne alcuno e se ne tornò desolata.
Si mangia bene anche con la verdura, pensò. Eppoi... magari quello che mi guardava era una madre che chissà se è riuscita a nascondere il suo piccolo...

Mamma! Mamma! la chiamava disperato. Mamma! Mamma...ho fame, ho freddo... E nel mentre chiamava la madre si avvicinava alla grande tana, quasi stregato dal suo stesso chiamare. Si accucciò dietro l'uscio chiuso e si addormentò.

Max e Hope già all'alba avevano annusato sotto la porta qualcosa. Abbaiavano e correvano dalla porta al letto, dal letto alla porta. CC si alzò a vedere. Aprì la porta e ...e tu, piccolino passulino, chi sei? Il coniglio neppure attese che lo si invitasse e quando CC lo prese in braccio fu chiaro che avrebbe succhiato di tutto per la fame.

Pronto? BB, ho un coniglietto! un leprottino! è Pasqua, capisci? ed è venuto un coniglio dietro la porta!
Che bello, CC! ...oggi t'avrei preparato un pranzo a base di verdure.
Cosa...?

Ttino Passulino è restato da CC. Ci sono solitudini piene. Pure favole moderne in città.





domenica 13 maggio 2012

Le Passanti

No. Non sono io.

L'autobus si è fermato al rosso di un semaforo. La strada è così stretta in quel punto che il portico è proprio di là dal vetro del finestrino e la gente a piedi cammina e si affianca con quella a bordo.

Ad ogni fermata dell'autobus alza lo sguardo da una lettura vera o finta, dipende. Oggi finta. E' uscita presto, ha provato più di un paio di scarpe, rosse, azzurre, nere. Nere. Voltandosi i capelli si muovono liberando l'odore del balsamo di una doccia di meno di due ore. Il suo cruccio sono le mani, ruvide e secche, poi anche i pensieri, ma i capelli no, neppure i bianchi che sono comparsi vicino alle tempie. S'immagina e si piace nel nero tagliato a metà, incorniciata dalla carrozzeria dell'autobus. Fa l'impiegata a milleduecento euro al mese.

E' sporca. Cammina piano, trascinando i piedi in un paio di pantofole bianche consumate. Magra, si volta senza che i capelli ne seguano il movimento per quanto sono sporchi. In mano una lattina di Heineken e la sciarpa rosso blu al collo. Non è freddo, ma era freddo stanotte, forse. Si ferma e la guarda. La mano senza la lattina, rossa d'alcool, saluta piano, riceve un sorriso, risponde con un bacio disperato. Si vergogna della sua intera figura. Il suo numero di cellulare è scritto nei bagni della stazione.

Quando scatta il verde ognuna vede allontanare l'altra. Ancora baci disperati e sorrisi di tenerezza si alternano riconosciuti in uno stesso pensiero, di passanti.

No. Non sono io.

sabato 14 aprile 2012

Non chiedeteci la parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale

mercoledì 21 marzo 2012

Avete scritto un racconto, un romanzo, un'opera e siete in cerca di editore? 
E' ora di mettervi in gioco!



lunedì 27 febbraio 2012

Un libro vive quando lo leggi


The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore 
2011
William Joyce regista
Brandon Oldenburg co-regista
William Joyce sceneggiatore


Questo corto ha vinto l'Oscar, ieri. Buona visione e buona settimana.

giovedì 2 febbraio 2012

dedicato alla mia poetessa dell'anima

AMORE A PRIMA VISTA
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno scusi nella ressa ?
un ha sbagliato numero nella cornetta ?
-ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska
Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012

venerdì 6 gennaio 2012

valeriooooo... intermezzo allegro andante


Mauro è venuto a trovarmi a Roma poco prima di Natale. Purtroppo Vita è rimasta bloccata a Bologna. Avevo preparato un tour proprio per loro due. Mauro voleva vedere la mostra di Fotografia di Mc Curry alla Pelanda, dietro casa mia, per cui dopo una colazione ristoratrice e una bella grandinata, ci siamo immersi in un mondo multicolore. Ogni foto era un racconto. L'ho portato a mangiare nella mia trattoria preferita di Trastevere e poi nella Libreria del Viaggiatore e un po' in giro per i miei rioni preferiti. Il the di fronte al colosseo ha chiuso la nostra giornata romana.
Monica, invece, è venuta a trovarmi rientrando dall'Umbria, dove abbiamo seriamente rischiato di incontrarci per caso. Il 2012 è iniziato con la giusta dose alcolica, gastronomica e ironica!
Il tema "incontri" delle mie scritture, di cui le parlavo, ha preso una piega inaspettata e differente rispetto al mio angolo di visuale..e questo, credo, solo grazie al suo influsso!
Valerio l'abbiamo incrociato tre volte su Ponte Sisto mentre girava una scena con un misterioso sacchetto rosso in una mano: una camminata con sguardo drammatico, malgrado Monica, me, mia sorella Marina e soprattutto mio zio Luigi che gridava "a Valeriooo, qua c'è Claudiaaaa!". E va bene, eravamo brilli dopo un doppio aperitivo in una enoteca che ho scoperto e che non mollo più. L'ho dichiarato subito, esponendomi come al solito al pubblico ludibrio:  a me Valerio piace, è bravo e poi ha quel mix di travaglio interiore e ironia sorniona tutta negli occhi vispi e scuri e così mi sono guadagnata un occhiolino, che mi sentivo una quindicenne.
Non potevamo credere ai nostri occhi, invece, quando in un bar di Monti, dopo neanche 24 ore io e Monica ci sedevamo per un panino ed è arrivato Stefano. 
Stefano lo adoro. Ascoltarlo suonare, parlare, giocare, è un puro piacere che non mi stanca MAI..Non aggiungo altro, riguardo all'incontro. Ero completamente rimbecillita dalla sua presenza.
Per fortuna ci siamo immerse nella pittura sovietica novecentesca in una mostra  bellissima che ho voluto rivedere con Monica, così da fissare delle emozioni che alcuni artisti avevano suscitato in me la prima volta. Ci ha colto la pioggia.
Abbiamo deciso di concentrarci e provare ad orientare i futuri incontri, stabilendo un patto che alla fine non abbiamo neanche mantenuto ..sostanzialmente perchè le condizioni verificatesi non erano aderenti alle nostre concordate aspettative.
Diciamo che Luca non era assolutamente uno dei desideri da noi espressi e vederlo spiaccicarsi contro la vetrata vintage del Bartaruga al Ghetto ci ha anche un po' spaventate. Incontrare lui piuttosto che Marzullo  non cambiava assai, per noi. Il patto lo escludeva e ci siamo buttate sul nostro aperitivo e immerse nelle nostre chiacchiere.
Quando, però, Gianrico ha fatto il suo ingresso nel ristorante kosher dove avevamo deciso di festeggiare l'ultima sera insieme, ci ha colte con forchetta e coltello in un delicato intervento di chirurgia su un carciofo alla giudea croccante e fumante e...beh, lì abbiamo deciso che Vita doveva assolutamente essere con noi.
Abbiamo mollato gli antipasti - tranne il suddetto carciofo, che non potevamo certo lasciare a metà dell'operazione - un pinot nero israeliano (mi pare, Monica), una coppia accanto a noi basita (fino a quel momento) e credo che i camerieri abbiano persino creduto che volessimo scappare.
Tra le nostre risate e la promessa di raccontarvi una rocambolesca infilata di incontri, come ho detto in apertura, il 2012 è iniziato allegramente.

 Non è che sia difficile incontrare qualche volto noto, qui a Roma...era curioso il fatto che appena giravamo l'angolo spuntava un interessante esemplare che non ci era affatto indifferente...

Ecco, in una fredda-friday night di febbraio, con una nevicata davanti alla mia finestra, ho deciso di pubblicare questo post vecchio...mi dispiace solo di essere sempre io a pubblicare ultimamente, non ne potrete più. Speravo, in effetti che qualcuno pubblicasse qualcosa dopo il mio "suk", ma niente, ragazzi...inoltre il tono scanzonato e leggero di questo post non so se si addica al nostro Merlo...

Ciliegina finale.

Incontri
...la vedete la Gainsbourg? Praticamente la mia versione cinematografica. Le dovrei chiedere i diritti per le espressioni e per le diverse goffagini che mostra. Certo, direte voi, ma Johnny Depp l'hai incontrato? Non ancora.