mercoledì 16 maggio 2012

Ttino Passulino



Vieni! gli aveva detto la tartaruga. Ti faccio vedere com'è divertente. Sono grandi ma davanti al mio guscio non possono fare niente.
Il mio guscio non è ancora duro come il tuo, rispose il piccolino, ignaro che lui il guscio non lo avrebbe mai neppure avuto. Ma curioso com'era la seguì.
Si avvicinarono ad una tana mai vista da dove sbucarono due grosse figure che la compagna impertinente spiegò essere due cani. Poi sbucò anche un'altra figura, su due zampe. La tartaruga non sapeva bene di che animale si trattasse ma sicuramente doveva essere la madre degli animali, disse. Il piccolino restò nascosto a guardare. La tartaruga con la corazza spavalda attraversò la veranda e si posizionò sotto il muso dei due cani, ben rintanata nel guscio. I cani la annusarono un po', poi si allontanarono sconsolati e perdenti.
Max! Hope! vi siete di nuovo fatti burlare da una tartaruga? doveva essere la madre.

CC, davvero non vuoi venire a pranzo? stiamo insieme per Pasqua...le chiese salutandola.
Grazie, BB, ci sono i bobulotti...ti chiamo nel caso, va bene?
Va bene...
Lo sapeva che tanto non la chiamava. CC faceva così. BB le diede un bacio e poi via dal contadino a scegliere il coniglio per il pranzo pasquale. Quando si trovò davanti ai conigli non ebbe cuore di sceglierne alcuno e se ne tornò desolata.
Si mangia bene anche con la verdura, pensò. Eppoi... magari quello che mi guardava era una madre che chissà se è riuscita a nascondere il suo piccolo...

Mamma! Mamma! la chiamava disperato. Mamma! Mamma...ho fame, ho freddo... E nel mentre chiamava la madre si avvicinava alla grande tana, quasi stregato dal suo stesso chiamare. Si accucciò dietro l'uscio chiuso e si addormentò.

Max e Hope già all'alba avevano annusato sotto la porta qualcosa. Abbaiavano e correvano dalla porta al letto, dal letto alla porta. CC si alzò a vedere. Aprì la porta e ...e tu, piccolino passulino, chi sei? Il coniglio neppure attese che lo si invitasse e quando CC lo prese in braccio fu chiaro che avrebbe succhiato di tutto per la fame.

Pronto? BB, ho un coniglietto! un leprottino! è Pasqua, capisci? ed è venuto un coniglio dietro la porta!
Che bello, CC! ...oggi t'avrei preparato un pranzo a base di verdure.
Cosa...?

Ttino Passulino è restato da CC. Ci sono solitudini piene. Pure favole moderne in città.





domenica 13 maggio 2012

Le Passanti

No. Non sono io.

L'autobus si è fermato al rosso di un semaforo. La strada è così stretta in quel punto che il portico è proprio di là dal vetro del finestrino e la gente a piedi cammina e si affianca con quella a bordo.

Ad ogni fermata dell'autobus alza lo sguardo da una lettura vera o finta, dipende. Oggi finta. E' uscita presto, ha provato più di un paio di scarpe, rosse, azzurre, nere. Nere. Voltandosi i capelli si muovono liberando l'odore del balsamo di una doccia di meno di due ore. Il suo cruccio sono le mani, ruvide e secche, poi anche i pensieri, ma i capelli no, neppure i bianchi che sono comparsi vicino alle tempie. S'immagina e si piace nel nero tagliato a metà, incorniciata dalla carrozzeria dell'autobus. Fa l'impiegata a milleduecento euro al mese.

E' sporca. Cammina piano, trascinando i piedi in un paio di pantofole bianche consumate. Magra, si volta senza che i capelli ne seguano il movimento per quanto sono sporchi. In mano una lattina di Heineken e la sciarpa rosso blu al collo. Non è freddo, ma era freddo stanotte, forse. Si ferma e la guarda. La mano senza la lattina, rossa d'alcool, saluta piano, riceve un sorriso, risponde con un bacio disperato. Si vergogna della sua intera figura. Il suo numero di cellulare è scritto nei bagni della stazione.

Quando scatta il verde ognuna vede allontanare l'altra. Ancora baci disperati e sorrisi di tenerezza si alternano riconosciuti in uno stesso pensiero, di passanti.

No. Non sono io.

sabato 14 aprile 2012

Non chiedeteci la parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale

mercoledì 21 marzo 2012

Avete scritto un racconto, un romanzo, un'opera e siete in cerca di editore? 
E' ora di mettervi in gioco!



lunedì 27 febbraio 2012

Un libro vive quando lo leggi


The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore 
2011
William Joyce regista
Brandon Oldenburg co-regista
William Joyce sceneggiatore


Questo corto ha vinto l'Oscar, ieri. Buona visione e buona settimana.

giovedì 2 febbraio 2012

dedicato alla mia poetessa dell'anima

AMORE A PRIMA VISTA
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno scusi nella ressa ?
un ha sbagliato numero nella cornetta ?
-ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska
Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012