domenica 13 maggio 2012

Le Passanti

No. Non sono io.

L'autobus si è fermato al rosso di un semaforo. La strada è così stretta in quel punto che il portico è proprio di là dal vetro del finestrino e la gente a piedi cammina e si affianca con quella a bordo.

Ad ogni fermata dell'autobus alza lo sguardo da una lettura vera o finta, dipende. Oggi finta. E' uscita presto, ha provato più di un paio di scarpe, rosse, azzurre, nere. Nere. Voltandosi i capelli si muovono liberando l'odore del balsamo di una doccia di meno di due ore. Il suo cruccio sono le mani, ruvide e secche, poi anche i pensieri, ma i capelli no, neppure i bianchi che sono comparsi vicino alle tempie. S'immagina e si piace nel nero tagliato a metà, incorniciata dalla carrozzeria dell'autobus. Fa l'impiegata a milleduecento euro al mese.

E' sporca. Cammina piano, trascinando i piedi in un paio di pantofole bianche consumate. Magra, si volta senza che i capelli ne seguano il movimento per quanto sono sporchi. In mano una lattina di Heineken e la sciarpa rosso blu al collo. Non è freddo, ma era freddo stanotte, forse. Si ferma e la guarda. La mano senza la lattina, rossa d'alcool, saluta piano, riceve un sorriso, risponde con un bacio disperato. Si vergogna della sua intera figura. Il suo numero di cellulare è scritto nei bagni della stazione.

Quando scatta il verde ognuna vede allontanare l'altra. Ancora baci disperati e sorrisi di tenerezza si alternano riconosciuti in uno stesso pensiero, di passanti.

No. Non sono io.

sabato 14 aprile 2012

Non chiedeteci la parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale

mercoledì 21 marzo 2012

Avete scritto un racconto, un romanzo, un'opera e siete in cerca di editore? 
E' ora di mettervi in gioco!



lunedì 27 febbraio 2012

Un libro vive quando lo leggi


The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore 
2011
William Joyce regista
Brandon Oldenburg co-regista
William Joyce sceneggiatore


Questo corto ha vinto l'Oscar, ieri. Buona visione e buona settimana.

giovedì 2 febbraio 2012

dedicato alla mia poetessa dell'anima

AMORE A PRIMA VISTA
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno scusi nella ressa ?
un ha sbagliato numero nella cornetta ?
-ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska
Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012

venerdì 6 gennaio 2012

valeriooooo... intermezzo allegro andante


Mauro è venuto a trovarmi a Roma poco prima di Natale. Purtroppo Vita è rimasta bloccata a Bologna. Avevo preparato un tour proprio per loro due. Mauro voleva vedere la mostra di Fotografia di Mc Curry alla Pelanda, dietro casa mia, per cui dopo una colazione ristoratrice e una bella grandinata, ci siamo immersi in un mondo multicolore. Ogni foto era un racconto. L'ho portato a mangiare nella mia trattoria preferita di Trastevere e poi nella Libreria del Viaggiatore e un po' in giro per i miei rioni preferiti. Il the di fronte al colosseo ha chiuso la nostra giornata romana.
Monica, invece, è venuta a trovarmi rientrando dall'Umbria, dove abbiamo seriamente rischiato di incontrarci per caso. Il 2012 è iniziato con la giusta dose alcolica, gastronomica e ironica!
Il tema "incontri" delle mie scritture, di cui le parlavo, ha preso una piega inaspettata e differente rispetto al mio angolo di visuale..e questo, credo, solo grazie al suo influsso!
Valerio l'abbiamo incrociato tre volte su Ponte Sisto mentre girava una scena con un misterioso sacchetto rosso in una mano: una camminata con sguardo drammatico, malgrado Monica, me, mia sorella Marina e soprattutto mio zio Luigi che gridava "a Valeriooo, qua c'è Claudiaaaa!". E va bene, eravamo brilli dopo un doppio aperitivo in una enoteca che ho scoperto e che non mollo più. L'ho dichiarato subito, esponendomi come al solito al pubblico ludibrio:  a me Valerio piace, è bravo e poi ha quel mix di travaglio interiore e ironia sorniona tutta negli occhi vispi e scuri e così mi sono guadagnata un occhiolino, che mi sentivo una quindicenne.
Non potevamo credere ai nostri occhi, invece, quando in un bar di Monti, dopo neanche 24 ore io e Monica ci sedevamo per un panino ed è arrivato Stefano. 
Stefano lo adoro. Ascoltarlo suonare, parlare, giocare, è un puro piacere che non mi stanca MAI..Non aggiungo altro, riguardo all'incontro. Ero completamente rimbecillita dalla sua presenza.
Per fortuna ci siamo immerse nella pittura sovietica novecentesca in una mostra  bellissima che ho voluto rivedere con Monica, così da fissare delle emozioni che alcuni artisti avevano suscitato in me la prima volta. Ci ha colto la pioggia.
Abbiamo deciso di concentrarci e provare ad orientare i futuri incontri, stabilendo un patto che alla fine non abbiamo neanche mantenuto ..sostanzialmente perchè le condizioni verificatesi non erano aderenti alle nostre concordate aspettative.
Diciamo che Luca non era assolutamente uno dei desideri da noi espressi e vederlo spiaccicarsi contro la vetrata vintage del Bartaruga al Ghetto ci ha anche un po' spaventate. Incontrare lui piuttosto che Marzullo  non cambiava assai, per noi. Il patto lo escludeva e ci siamo buttate sul nostro aperitivo e immerse nelle nostre chiacchiere.
Quando, però, Gianrico ha fatto il suo ingresso nel ristorante kosher dove avevamo deciso di festeggiare l'ultima sera insieme, ci ha colte con forchetta e coltello in un delicato intervento di chirurgia su un carciofo alla giudea croccante e fumante e...beh, lì abbiamo deciso che Vita doveva assolutamente essere con noi.
Abbiamo mollato gli antipasti - tranne il suddetto carciofo, che non potevamo certo lasciare a metà dell'operazione - un pinot nero israeliano (mi pare, Monica), una coppia accanto a noi basita (fino a quel momento) e credo che i camerieri abbiano persino creduto che volessimo scappare.
Tra le nostre risate e la promessa di raccontarvi una rocambolesca infilata di incontri, come ho detto in apertura, il 2012 è iniziato allegramente.

 Non è che sia difficile incontrare qualche volto noto, qui a Roma...era curioso il fatto che appena giravamo l'angolo spuntava un interessante esemplare che non ci era affatto indifferente...

Ecco, in una fredda-friday night di febbraio, con una nevicata davanti alla mia finestra, ho deciso di pubblicare questo post vecchio...mi dispiace solo di essere sempre io a pubblicare ultimamente, non ne potrete più. Speravo, in effetti che qualcuno pubblicasse qualcosa dopo il mio "suk", ma niente, ragazzi...inoltre il tono scanzonato e leggero di questo post non so se si addica al nostro Merlo...

Ciliegina finale.

Incontri
...la vedete la Gainsbourg? Praticamente la mia versione cinematografica. Le dovrei chiedere i diritti per le espressioni e per le diverse goffagini che mostra. Certo, direte voi, ma Johnny Depp l'hai incontrato? Non ancora.